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DENIS SARTI

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Sarete sempre ancora lontani dal conoscermi..

Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto..
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August 09

Ogni giorno si nasce..

non so se ci si può sentire ancora così.

Eravamo sulle nostre macchine a correre contro il vento, Susy Lee e Mr Schin ricordo i loro nomi, di chi eroicamente aveva ancora voce nello stereo a divulgare “Ride on the Storm” e abbastanza fiato nel motore per costeggiare una costa da cartolina ornata da dolci tornanti lunghi 1000 km fino a Melbourne, l’affascinante e misteriosa signora in blu..

Ma prima di arrivarci però,facemmo sosta in più punti, tappa dopo tappa componemmo un film avventuroso quasi fantascienza della nostra vita, un icona, destinata a scalfire come il primo amore o il primo libro, matrici portanti del nostro futuro..

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E’ bastato guardarsi attorno per accorgersi che non c’eravamo sbagliati..

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Dopo il primo attracco, camminammo lungo i sentieri di quella costa immedesimandoci primi esploratori..solo pochi minuti per raggiungere il secondo View Point:

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Quella notte sostammo nelle nostre macchine proprio in uno dei parcheggi accanto alla strada..per essere svegliati malamente dalla sicurity di zona, ma subito dopo accolti meravigliosamente dall’alba di turno..

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Il giorno ci sorrideva, e tappa dopo tappa, guardavamo al futuro con impaziente allegria..

senza mai dubitarne, conoscemmo presto il perché..

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Scendemmo leggeri in quella spiaggia, fu come entrare in una stanza segreta ove custodiamo fin da piccoli un vecchio sogno.                                   

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avvertimmo nel petto il palpito della natura. Con le nostre macchine a riposare, comminavamo lentamente, timorosi di incrinare la pace di quel santuario millenario in cui eravamo completamente immersi.

Altre volte avevamo sentito il desiderio di fermarci in luoghi stupendi, ma solo quella spiaggia eterna era riuscita a bussare tanto e così forte alle porte del nostro IO sedentario.. e come è consono in queste occasioni..ognuno si lasciò trapassare da pensieri assopiti, ma in quel luogo permessi.

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I ricordi al vento, noi alle macchine per l’ultima tappa..

Scendemmo in un'altra spiaggia a pochi km di distanza, una scala scalfita nella parete del 'crostone' che ci portava alla spiaggia..un altro mondo, un'altra delle nostre vecchie stanze..

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questo era dove eravamo teletrasportati, da una parte, e dall'altra..

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altre leggi governavano laggiù, il tempo scandito dalle onde illudeva un paradiso terreno ancora possibile..

 

“Sembravamo respirare più un aria leggera che veniva da li, dall’avventura. Paesi remoti, gesta eroiche, belle donne scorrevano nei fiumi della nostra immaginazione turbolenta; e negli occhi stanchi che, nonostante tutto, rifiutavano il sonno, un paio di puntini verdi  che rappresentavano un mondo ormai morto se la ridevano della mia pretesa liberazione, unendo l’immagine cui appartenevano a quel mio volo fantasioso per i mari e le terre di questo mondo… " (Chè)

 

Pagina dopo pagina, ti lasci trasportare da un turbine di emozioni sconosciute, in un mondo misterioso e affascinante popolato da personaggi non meno reali dell’aria che respiravo..

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Balenò in mente il pensiero di come viaggiare assomigli a leggere un vero libro.. “e che dietro ogni libro si celasse un universo infinito da esplorare, e che, fuori da li, la gente sprecasse tempo ascoltando partite di calcio e sceneggiate alla tv, paga della sua mediocrità.

Ebbi la sensazione di essere circondato da milioni di pagine abbandonate, da anime e mondi senza padrone che si inabissavano in un oceano mentre fuori di lì, il genere umano, tanto più smemorato quanto convinto di essere saggio, scivolava verso un inconsapevole oblio.”

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July 27

ritorno alla civiltà..ma per fortuna in viaggio!!

Quasi come un treno in corsa ardeva il pensiero di riabbracciare ancora una volta l’oceano,

forse perché dopo un mese di deserto inconsciamente volevamo permetterci il lusso di assaggiare il divino fragore delle due opposte icone terrene per antonomasi,

o forse, perché  esprimeva in silenzio una prova tangibile di quanto grande, profondo rappresentasse il  viaggio fin ora compiuto..  

 la fine di una attraversata di 4mila km da nord a sud Australia..iniziammo quasi come sfida , con presupposti economici precari ma sufficienti, -sudati  nei campi di farm oramai lontanissime..-, con la nostra umile organizzazione e cuore,tanto cuore da seppellire la durezza di giorni e giorni di campeggio con meno che modeste tende, viveri e preziose macchine da accudire…-così, proprio come lo volevo: “la specialità di un viaggio scomodo”-,

Febbricitanti, ci ritrovammo così dinnanzi alle infinità e all’eterno riposo, questa volta, del mare..        

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Più emozionante fu  accorgersi che, con la stessa naturalezza,  respiravamo la stessa libertà  di quei giorni,senza mai perdere lo spirito di chi corre per non arrivare..

               IMGP3459(Riky, Oppy, Me and Deddy)

Quei 3 giorni passati ad Adelaide fummo ospitati affettuosamente nall’appartamento della nostra amica Valeria, cordialmente dai suoi coinquilini, non proprio garbatamente dal proprietario(classico fighetto modenese capo du mundi)che ci porse l’ultimatum quando imparò che per una notte rinunciammo alle soavi comodità della tenda accampata nel giardinetto dietro casa,per dormire in 9 con materassini nella stanza di Valeria..

Ma il vero trauma per me, non fu la pochezza di compatire “chi si sente rubare le noccioline che distrattamente  gli cadono”, ma assistere inerme alla fuga del mio inseparabile Magnetic!!

Ebbene si, dopo tanti km fianco a fianco, dopo due mesi di sofferenze e destinazioni condivisi, il mio pappagallo è riuscito a liberarsi dalla sua gabbietta reale..

voci maligne sostengono sia stato aiutato da lacrimevoli rappresentanti animalistici, altre voci, più vili, sostengono che la fuga sia stata scaturita dall’effetto generato dai dialoghi in viaggio con Valentina, suscitando nel Parrot desiderio sfrenato di riabbracciare appena potuto i suoi simili.. ma voglio pensare che siano entrambe malevoli teorie infondate.

Così da credere invece, nella caparbietà e astuzia da parte di uno speciale PARROT di un isola remorta (Magnetic Island),che abbia conquistato la libertà proprio alla fine di quella porzione di viaggio, coincisa guarda caso, con la ricomparsa di un abitat a lui congeniale ma soprattutto popolto da suoi simili..i quali, lasciatemelo dire,( per merito mio) molto più poveri di vissuto..

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Forza Magnetic, sono sicuro che farai tesoro delle esperienze vissute e diventerai presto Parrot supremo di Adelaide..!!

ADELAIDE  appunto.. mite e graziosa città di mare.. investimmo i primi due giorni nel conoscere le attrattive turistiche e non solo di quella pacifica località balneare, GLENELG.. la seduzione dei suoi tramonti..

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e il disvagare in spiaggia..chi beach, chi chitarra.., nonché dalle lusinghe di Mitici Personaggi divulgatori di, garantisco OTTIME, fragranze autoctone..

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Prima di divenir preda di ozio da bagnasciuga, intuimmo che fosse più saggio spendere l’ultimo giorno di South Australia in un istruttivo tour tra le appetibili vinerie della famosa Barrossa Valley a pochi km fuori Adelaide.

 Le nostre sagge intenzioni furono da subito chiare..

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Eccoci nelle vesti di esperiti enologici a testare e disquisire le diverse peculiarità del Merlòt o del Cabernet Sauvignon di turno..

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Il prevedibile susseguo ebbe presto i dovuti risvolti.. tolta la maschera dei sani propositi enologici seguì l’inebriarsi dei nostri atteggiamenti..

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Grazie al cielo Mr Deddy non è preda di questo divino e umano tracannare le delizie del buon vino, a lui il valoroso compito di portare a casa le fanciulle..

Noi invece,rimanemmo assopiti in quella valle dove ottime vinerie presidiavano un ambiente paesaggistico stupendo, quasi come ricordare quanto sia umano e prezioso coltivare tradizioni antiche, per la gioia e per il gusto, di mescolare con il giusto spirito, un bicchiere in più di buon vino con il sincero e vero sorriso di un amico..

non spaventatevi se avete voglia di vivere fino in fondo...

            

June 18

As i'm feeling today..

 

 Extreme Accidents Compilation 2

   
May 20

Ad ali spiegate..

Eravamo ancora in mezzo a quel favoloso nulla, percorrendo quella lingua d’asfalto che paradossalmente sembrava veramente senza fine..

La mattina ci mettemmo in cammino, sempre caldo..sempre strada con quei simpatici autotreni che provavano ogni volta a sminuirci..

 CIMG1909ma la mia macchina e quella del Mr non si facevano certo intimidire facilmente..così, proprio come due inseparabili superavano e volavano verso sud con l’intesa che sempre ci contraddistingueva..

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  C’eravamo appena lasciati alle spalle Kings Canyon, Uluru, le Olgas..,il cuore d’Australia per farla breve..sapevamo che ci aspettava il tratto più lungo e più arido..così è stato..ma non sapevamo che potesse ancora regalarci tanto..Arrivammo in giornata a Coober Pedy…

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Città famosa per le tante miniere di Opali...praticamente un agglomerato di miniere aperte e non, avevano creato un centro di scambio in mezzo al deserto con relativi infiniti negozietti che sbocciavano sulla strada..anche gallerie e barrettini per turisti..ovviamente il business chiama business..la particolarità era però che è l’unica città dove la maggior parte delle persone vive sottoterra..e qui chi si immagina grezze e umide caverne si abglia di brutto..fuori un caldo da inferi, anzi peggio.. sotto perfette strutture adibite coome case o alberghi..o bar..curate e FRESCHE..tanto che subito ne testammo i confort..

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 Ci mettemmo in marcia nel pomeriggio..evitando almeno le ore, non calde ma torride!!..

Ancora susee lee come casa..ancora scenari da perderci..ancora il nostro sound e ancora preziose fragranze inebriavano i nostri spiriti.. insomma ancora noi..

   

 Provati ma carichi d’animo facevamo nostri quelli che erano gli ultimi giorni di deserto..quella volta però quel tramonto ci spogliò di qualsiasi tempistica e razionalità.. accostammo per l’unica volta la macchina per gustarci quel sublime scenario sulle nostre gambe.. ancora il tramonto intensificarsi all’orizzonte, ancora la luna crescere sull’orizzonte opposto..questa volta però eravamo noi e solo noi i protagonisti..

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 la verità è che non c’eravamo mai sentiti così liberi..leggeri da agire secondo improvvisazione, felici sa da riscoprirci ancora bambini che reagiscono spogli di qualsiasi logica e ragione nel godersi al massimo il fugace momento..proprio come se fosse l’ultimo..

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 inutele ricordarvi di quando la fotografia per quanto sia, non doni mai la sua reale impronta..inutile dirvi quanto il video nel contempo, vi farà si partecipi, ma non consci di ciò che ci trasportava..di ciò che attraversava occhio e mente per finire per forza dentro..chiamatelo come volete, ma per me dentro significa esclusivamente mio, il mio mondo dove mettergli i miei tesori man mano raccolti.

 

Così è stato questo viaggio..posso dirvi che il mio raccontare, per quanto semplice, non manca certo di passione.. dona per lo meno quel sapore di pura scoperta e ambiente d’eccezione, di libertà, come è stato per me l’ OUTBACK Australino, narrando e colorando il viaggio con quella sfumatura di irreale nel quale mi rifletto, di come io lo percepivo e assimilavo giorno dopo giorno..

la fiamma delle mie parole è l’emozione di descrivervi il mondo che ho conosciuto e le persone con le quali l’ho condiviso..ho capito finalmente quanto è vero che siano le persone che fanno i viaggi più che il contrario..

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 Questo rimane per me un esperienza di vita, sudata da chi è partito senza aspettative, vissuta come un ragazzo che crede ancora possibile realizzare i propri sogni, conservarla da permettersi inediti punti di vista..da generare nuovi e diversi pensieri, un viaggio che involontariamente influenzerà il mio pensare..le mie scelte.. ..se ripartirò non pretendo che tutti mi capiscano..anzi, non gli è dovuto.

Non tutti sanno volare..

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April 01

La mia prima volta..

     

Il giorno seguente era in programma un percorso di 4 ore al Kings Canyon, quella camminata dimostrava di quanto poco bastasse per ritrovare quella rara pace che il deserto elargiva, quel niente per giorni e giorni si dimostrava tutto ciò di cui avevamo davvero bisogno..

è stato quasi come uno scalare all’inizio, ma il resto del precorso si dimostrò decisamente più plasmato.. fate conto di immaginarvi blocchi di roccia primordiale, grezza, color rosso mattone, innalzarsi per più di 400 metri circondato da una distesa infinita..meraviglioso.

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La forma strana di quei blocchi rocciosi era praticamente a U..ovvero ritornavi scendendo al punto di partenza.. ognuno  scandii il proprio ritmo..soste e salite.

A volte sono contento di non averlo mai saputo quali arcani pensieri attraversassero alcuni di loro..

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A metà del tragitto ci ritrovammo nel punto più alto, costeggiando lo strapiombo all’interno..

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Non c’era completamente nessun’altro lassù…

qualcuno sarebbe potuto benissimo cadere o buttarsi giù che non esistevano alcun tipo di protezione o controllo.. aspetto subito preso in considerazione dalla mia intrinseca follia…

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Non chiedetemi che razza di viaggi mi sia fatto in quel momento, erano chiare, distinte le sensazioni che mi percorrevano....

non si trattava di sfida, anzi si tratta di quei limpidi e pacati attimi che ti concedi con te stesso prima di venir distratto dall’esaltato battito del cuore.

Sarà stata quella sensazione di immenso che quel luogo invitava..sarà stato la profondità dello sguardo ovunque attorno a me...sarà stato l’abbandonarsi in quella brezza sapor devoto, ma li, tutte le riflessioni trovarono diluizione..i desideri parvero definiti, tutto sembrò incredibilmente e facilmente combaciare.. pochi attimi interminabili da avvertire l’assoluta concezione di se stessi..

 

Adoro sentirmi il sangue scorrere nelle vene.. (..bizzarro, quando a volte sia proprio la voce della follia richiamarmi in un sereno equilibrio..)

 

Il giorno volava e avremo fatto ben presto ritorno alle nostre tende, con l’ennesima copertina come sfondo..

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Nella foto non si vede bene ma ad una ventina di km si intravede il profilo delle Olgas..un altra camminata tra alture rocciose dove avremo fatto visita il giorno sucessivo..

 

Percorso più lungo e tortuoso ma meno impegnativo..altrettanto misticamente naturale…

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Al termine delle Olgas tornammo alle tende, il tempo di rifocillarci ed organizzarsi che partimmo per il più celebre monolite Australiano..ULURU..non molto distante dal nostro accampamento.

Facemmo anche di quest’ultimo il percorso attorno, ma non fu entusiasmante come i due precedenti, ciò che lo rendeva unico e straordinario era l’effetto della sua roccia baciata dal tramonto..un continuo mutare di colori come assopirsi lentamente, nel salutare il giorno e nell’accogliere la notte.

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Osservammo il tutto distanti qualche km, non si trattava di semplice cambiamento di tonalità…infatti rappresentava solo il protagonista di uno spettacolo a dir poco avvolgente..

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Nel contempo che Ururu si addormentava..da una parte si riusciva a seguire l’innalzarsi del crepuscolo, una fascia color arcobaleno percorreva tutto l’orizzonte.. simultaneamente, nel confine opposto fluiva l’effetto capovolto...colori più vivi del giorno che gradualmente si placavano fino a perdersi dove il nostro occhio non può più raggiungerli..

Tutto era un continuo ed armonioso mutare..perfette e coordinate ‘meccaniche divine’, quasi stessero comunicando.. il re sole che si trascinava il giorno lasciando posto alla sorella luna che alzandosi richiamava la notte..…sublime poesia.

 in mezzo noi…così improvvisamente piccoli..quasi superflui..

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Fenomeno di tutti giorni, ma che per la prima volta contemplavo per la sua effettiva grandezza..

una sensazione umana, di smisurata naturalezza ci poneva totalmente indifesi..spogli, impotenti agli occhi del creato..

 

Parve tutto spaventosamente veloce..il sole che quasi incurante scendeva ancora una volta..ma dai, aspetta cavolo!! Niente da fare..il tempo non aspetta mai, l’unica cosa che puoi fare è impiegarlo al meglio, in fondo, ero li per questo..

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January 28

questa siamo noi..questo il nostro sound..

Susie Lee era diventata la nostra casa..o meglio di chi vi parla, insieme a Riccardo e Valentina.

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Il primo un avvocato di Tiene, proprio  come Oppy, anche se non si erano mai conosciuti prima dell’Australia..strane cose.. Impossibile non riconoscergli evidenti radice siciliane...intendiamoci..sangue caldo, cuore passionale e spirito rivoluzionario…in quanto il più veterano del gruppo con navigate esperienze overseas, funge da metodico organizzatore da darwin fino a sydney.. gli piace isolarsi con le sue cuffie sony dell’85 ma non si fa mai perdere occasione di farsi circondare da amici o occasionali aspettatori (come aborigeni di circostanza) nelle sue ormai celebri esibizioni con chitarra e occhiale scuro, vere e proprie note di vita per noi, e per lui, visto che gli consentono di divinizzare al meglio il suo aspirante maestro: Johnny Cash..

Sconsolatamente rintanata nel bunker del sedile passeggero alloggiava Valentina..carissima ragazza montana della Val di Sole finita chissà come ad attraversare il deserto australiano…si ricordano rari momenti di partecipazione al dialogo con i suoi compagni passeggeri, ancor meno i suoi interessamenti riguardo itinerari, paesaggi ecc.. Episodio rappresentativo: < '‘guarda quelle montagne che spettacolo al tramonto, ma quel canguro quanto era grande?'' Risposta di Valentina: accovacciata tra i cuscini a guardare il soffitto di Susie Lee : ''fagli delle foto che finito i miei biscotti ci guardo.’’ >….. . ovviamente dopo i biscotti toccava alle pesche, banane e poi a mix incredibili tra cialde e creme di cioccolato.. ma gli va anche retribuito il merito di costante rollatrice di sigarette e non, sapete, Riky fuma abbastanza,anzi tanto, e mentre guidava non poteva mica rollarsi le paglie da solo… inoltre Valentina era in perenne ricerca di pace e serenità..ma soprattutto di qualsiasi oggetto che sfuggiva alla sorveglienza di me e riky..considerate 4 cellulari, 2 digitali, 2torce, 2 pacchi di tabacco filtri cartine, ecc ecc..povera..a volte avrei voluto immedesimarmi di come potesse vivere quell’esperienza..ma per noi non c’era dubbio:  1_fortunatissima a viaggiare tutta l’australia a mente libera senza alcuna responsabilità o potere decisionale per qualsiasi scelta ritenuta seria per il viaggio.. 2_ Onorata di alloggiare in una macchina come Susie Lee, 3_ ..e a giudicare da ciò che segue sareste pronti a smentirci??....

 

 ..ancora follate di aria calda che entravano dai finestrini.. ancora Susie Lee indomabile..ancora pezzacci che si alternavano..ancora immancabili trombini..

L’asfalto scivolava e noi lo cavalcavamo..l’afa e il caldo occupavano l’ambiente e noi lo aromatizzavamo..

.. angoscianti pensieri nostrani,consuete e nauseanti ansie personali non avevano accesso in Susie Lee..non ora, non potevano raggiungerci..quella strada era quella che avevamo scelto noi..

più diventava silenzioso il clima all’interno di Mister Shin e più, concedetemi il termine..si ‘infiammava’ il clima all’interno di Susie Lee..

       

Come ultima meta quel giorno era qualcosa di più umano..una roadhouse centenaria, stile casa nella prateria , ci accoglieva al termine di una lunga e provante giornata…classico magnum alle mandorle e ‘un paio’ di birre fresca accompagnavano la rilassata partita a ‘stecche’.. non chè trombino..

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Inutile dirvi che bastava buttare gli occhi fuori e lo scenario di turno era perfetto..

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  Ognuno a cercare i suoi perché..animo sereno.. bicchiere pieno da rinvigorire lo spirito.. sentire la rara compagnia dei tuoi amici con le solite ma sempre indispensabili risate..forse  trovarsi vivi lontani da tutto e tutti portava  inevitabilmente a porsi qualche domanda..

tanto di ciò che sentivamo bisogno prima, forse in quel momento non era poi più così importante..ma è anche vero che tanto di quello che non ne sentivamo il bisogno prima, forse era perché non lo conoscevamo ancora.. chi ti circonda, ciò che ti circonda..se stessi...

 

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January 23

solo dopo 7 giorni di viaggio..

La notte calava anche su questa giornata tanto intensa quanto volata..

Ora bisognava pensare ‘in notturna’..quella cascata, quella nuotata era già un ricordo, ora c’era la strada con i suoi pericoli ma, cosa ancor più importante c’era il ‘discorso campeggiare’..(come direbbe il caro Oppy)..

Non eravamo nuovi a quella situazione, il non conoscere cosa ci aspettava ci portava ad ipotizzare fattibili soste.. un plausibile ‘sicuro’ luogo dove passare la notte..quando ci andava bene in un area di sosta..attrezzata per fuochi e campeggio..ma anche con tavolini e luce per permetterci di cucinarci qualcosa..si mangiava quando si poteva mangiare, non quando avevamo fame..ed era sempre maledettamente tardi.....le aree di servizio non si alternavano ogni 10 km ma ogni 100km…

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..incredibile quanto si siano rivelati fondamentali elementi come tavolini e luce adoperarsi al buio risultava assai complicato considerando il degenero all’interno delle nostre auto..figuriamoci cucinare al buio con le nostre poche e piccole torce non era così simpatico..(soprattutto se distrattamente finivano nelle mani sbagliate…Riky capì troppo tardi di quanto Valentina non avesse un gran feeling con le torce…ben presto ce ne rimasero soltanto due..!) ma ognuno i suoi compiti e il tutto risultava anche simpatico.. … … …

 chi affannava nel cucinare..,(sono persino uscite eccellenti cene.. come sfiziose fetuccine al pesto, più classici spaghetti pomodoro tonno,le ormai celebri penne al pasticcio..per finire ai praticissimi ma sintetici noudle quando era la fame a prevalere sul razionale..)

chi instaurava vere e proprie lotte con le tende..chi creava l’atmosfera con chitarra e fuoco e chi per volere comune è costretto a immobilizzarsi lantano da qualsiasi strumento tecnico o di valore per la poca destrezza di utilizzo ed alto rischio di danneggiamento..(la chiamano anche intrinseca propensione femminile…)..ma lascio a voi immaginare la divisione dei compiti..

 Quando ci andava bene il risveglio era competenza del sole..già poderoso dalle prime ore del mattino..come già svelato le nostre tende non erano così tecniche, per cui alle otto-nove dovevi già uscire per non rischiare di liquefarci insieme.. se per ironia della sorte ci trovavamo all’ombra quindi con ottime potenzialità di perdurare il sonno, ecco che il ‘gallo suonatore’ non perdeva occasione di sostituirsi sveglia con la sua gradevole chitarra.. ma allo stesso tempo astuto nel compensare con un ottimo aroma di caffè di prima mattina..

Ennesimo smontare e caricare..e ancora in carrozza..(quella di Mr Shin ovviamente)

Il Menù del giorno era…West Mac Donnell National Park..non era tanto distante dalla nostra sosta notturna…avremo avuto la giornata piena..e ricominciare la giornata con un'altra nuotata..una altro paesaggio da godersi..un altro perdersi…

Ancora in marcia..ancora quell’arroventato asfalto..ancora un fantastico nulla da percorrere..ubriacati da nuvole capaci di offrire scenari pieni..quasi come se quel cielo sia stato scielto per completare un quadro..

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ma queste opere cominciavano a susseguirsi troppo rapidamente.ognuna delle quali avrei voluto afferrarle,custodirle, fissarle come parete nella mia mente..

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Per arrivare dove….?

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Presente quando gli occhi si spalancano..eletrizzato!

Ammucchiati gli zaini dove capitava..in breve tempo quell’oasi sarebbe stata nostra.. bè io laggiù dietro quelle roccie..dove l’acqua diventa più bassa e si alzano dossi di sabbia come nicchie nelle roccie..trovai un silenzio surreale quanto arrendevole..non ero nuovo a quella senzazione..almeno da quando ero in viaggio...così in quel spiraglio fiabesco mi sono addormentato..

Questa è la nostra entrata…Io e il mister non eravamo  troppo convinti di cosa non ci potesse essere li sotto..

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Mi svegliarono presto..un bel risveglio..anche se per alcuni non troppo presto.. ritornammo alle macchine per ripartire..

L’equipaggio della rossa era capitanata dal Mr Shin appunto, conosciuto anche come Deddy: emiliano, o meglio, medicinese.. impavido e serio stacanovista,  raramente accettava sorrisi o dialoghi affettuosi ma concedeva allo stesso tempo momenti di saggezza e comicità…..Asso nella Manica!!

..al suo fianco un vero Boss, o meglio Ms Augusta per rimarcare il carattere di Mr Schin, lady dal gomito fuori e occhiale scuro alla guida, passo ‘riflessivo’ e sguardo tagliente nelle uscite fuori porta tanto da far invidia al più quieto e rilassato degli Aborigeni steso in un mezzo ad una rotonda a finire una birra trovata nel cestino e sbattersene del mondo.. Ma Augusta era anche colei che curava e sorvegliava la nostra salute alimentare e non..una cara infermiera nel gruppo e nel viaggio da limitare i nostri eccessi e vizi....Premurosa Gangster!!!

Alle loro spalle si distendeva il sereno e pacifico Oppy..tienese dallo spirito montano o meglio, predatore.. che manifestava ogni qual volta che trascurava il suo passatempo preferito.. aveva tanto spazio e ancora più tempo per concedersi al suo ‘discorso’ prediletto..Dormire..dormire..ma dov’è Oppy?..bo..peccato che il suo spasso era odiosamente e costantemente disturbato dal grattarsi..quella mango raschia presa nei mango di Darwin metteva a dura prova il nostro sistema nervoso..ma Oppy era grande nel scordarsene..indovinate come?.. scherzo..con quel caldo in quelle condizioni è stato titanico…subsonica come battito e Oppy spacca!!

Potete immaginarmi il clima di assoluto, e riflessivo silenzio che riempivano quei km di viaggio..

Noi, avevamo l’onore di coglierli nei rari momenti di soste di servizio (o altro come casuali esplosioni di gomme..) un espressivo momento dei cari compagni..

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January 03

I giorni passavano..

 

Onestamente non abbiamo speso tempo a sufficienza per conoscere a pieno Kakadu National Park, perché ci sarebbero voluti 4 giorni con jeep super attrezzate..ma avevamo fatto il nostro.. questa era la politica comune..unica prerogativa di fondo: seguire un itinerario pressappoco prestabilito, impensabile da definire, se non giorno per giorno..bellissimo ma non facile!

La prima giornata era oramai trascorsa,ancora troppo presto per chiamarlo distacco, ma un ottimo inizio per allontanarsi da ciò che sinceramente mi ha nauseato..non so se si chiami progresso od evoluzione..so che la mia ricerca ha obiettivi assai distanti dagli ideali che ormai queste due parole simboleggiano nell’ordinario comune..e la mia strada mi piaceva sempre di più!!…

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se non altro- provare il gusto di porsi esploratori di una realtà tanto diversa dalla quotidianità…così..

Come chiunque viaggiatore che si rispetti....

ore di asfalto con stradario perennemente alla mano, continue riflessioni su  soste e  destinazioni scandite da:

1_Stradario:  3 divese cartine, o cmq stradari con 3 diverse scale e proiezioni perennemente consultatate nel sedile del copilota riguardante susie Lee.. 1 cartina rigurdanti un altro stato per quanto riguarda Mr Shin)

2_sua eccellenza Lonely Planet: perfetta saccente di qualsiasi meta ma anche saggia suggeritrice di logistica e istruzione. (Pagine quasi usurate in quella di Susie Lee, si ipotizzano invece ben 4o 5 letture in quella del Mr Shin e si narra anche addirittura di una seconda conservata dal passeggero dietro come cuscino..)

 3_ dalle nostre esigenze come umani: normali come esigenze di cibo, ghiaccio e bisogni; un po meno come ancora bisogni o ancora schifezze per distrarre la mente dalla noia..(dopo tutto rimangono carissime ragazze..)  e  delle nostre auto,tipiche come rifornimenti, atipiche come gomme bucate o temperature a livelli max ..(inutile dirvi che riguardavano esclusivamente Mr Shin, per noi..Il Carrozzone)

Ma non è ancora tempo per svelare i personaggi.. ma ancora quello di guardarsi  attorno..
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Andatura costante quasi ad intendere che non era più il momento di fermarsi..

in marcia  verso il sud, ‘thunder track’ a busso e accompagnati da un tramonto cartolina che non smetterà mai di richiamarmi occhio e mente a personali pensieri..li, incominciavo a guardarmi dentro..avevamo di fronte gli stessi colori e forse percezioni, insieme il medesimo giorno alle spalle dei miei compagni , ma involontario e dolce era l’isolarsi dentro..

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---tengo a rimarcare quanto Susie Lee è stata a dir poco strepitosa per tutto il viaggio.. macinando ore (ma tante!) e km (ancora di più!) a fronte sia di temperature infernali sia di spaventose tempeste tropicali,

come ci capitò proprio quella notte..ciò che ci preoccupava non era tanto la tenuta delle nostre tende..(per quello bastava un idrante da giardinetto per poco più di qualche minuto)..ma tutto cio che si scatenava al di fuori delle nostre auto..foglie, rami, strade non strade, livelli d’acqua che si alzavano..quindi serpenti..e mi fermo qui...                                
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ma un'altra caratteristica di queste tempeste tropicali oltre alla loro forza e densità era anche  la loro durata..quella e unica volta ce la cavammo con una sosta d’emergenza di un oretta circa…

 

La notte passava e il giorno seguiva.. Questa era una vera Alba..IMGP2776.

mi avevano mai dato un buongiorno così?

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 e il mio letto era, insieme a quello di Riky in prima fila..a lui il tavolo a me la panchina..

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Allora pronti per altri posti da visitare, da gustare..

..che fosserò città…

…vedere tutti quegli aborigini sciupati nei marciapiedi di quelle antiche e strane città del Nord Territory…rovinati dall’alcolismo..unico loro passatempo, la loro vita passata con quel caldo allucinante a spendere i soldi del governo in alcol per dormire dove gli porta la sbornia.. e gli australiani che quasi preoccupati azzardano a contestare la politica nazionale ma godono dei loro spropositati stipendi e per chiedersi subito dopo  perché sprecare altro tempo quando ci sono  birre fresche  e il barbecue che sta aspettando...è l’Australia…lo è il mondo..

 

..approdammo presto… Le ‘Edith Falls’..

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una sana nuotata senza chiederti che pesci strani ci possano essere in australia..se siano solo pesci…

Ad ogni modo dicevo, chi mai resiste ad una sana nuotata quando ci sono 40 gradi e non si respira.?.ma soprattutto, quando mai mi ritroverò a  nuotare così lontano dal mare, specialmente per raggiungere una cascata naturale...??

e quindi più che a dar coro a quei prudenti richiami, urlavo dalla voglia di gettarmi ancora una volta, in ciò di cui porterò via con me di questa Australia..

un esperienza che non avrei mai iniziato se non mi fossi gettato..

 

 

 

December 28

Così mi sono perso..

       

..eccomi qui.. il viaggio si è concluso da poche settimane nella fatidica e tanto bramata Sydney..

 una volta lasciata Darwin, il 15 di novembre il tempo a disposizione non era è poi così generoso, con o senza imprevisti il termine ultimo era l’immutabile  4 di dicembre a Sydney… in 20 giorni dovevamo dilazionare interminabili 7000 km con ciò che era fondamentale vedere..  Kakadu National Park, Alice Springs, Ayers Rocks,i Monti Olgas , Adelaide  e le sue vinerie.. Great Ocean Road..12 Apostoli....una breve ma intensa permanenza nella meravigliosa Melbourne, passaggio per Camberra ed infine qui..

 ma facciamo un passo per volta…a mente fredda ma a cuore ancora provato mi concedo un flashback che provi per quanto sia possibile, e per quanto mi è possibile, di elargirgli una reale  accezione..una possibile narrazione..

Se vogliamo anche il tratto cairns-darwin è parte integrante del mio viaggio..così come lo sono stati 2 mesi precedenti da Brisbane a Cairns, ma si è sempre trattato si di tappe stupende, come isole, escursioni in barca in barriera corallina o percorsi in foreste pluviali e parchi inviolati, ma comunque tenendo sempre un temporaneo distacco dalla civiltà, per quanto sia, troppo breve per lasciarla completamente.. I mesi che ho speso nelle Farm australiane non sono solo state fonde economica dell’intero viaggio ma per quanto potrà risultare utile mi garantisce la possibilità di ottenere un secondo visto working-holiday da sfruttare nell’arco di 10 anni..pertanto un sudato, logorante non chè formalizzato Arrivederci..

Il vero viaggio quindi ha preso anima nel torrido e sdrenante clima del  Northern Territory,(umidità del 95 % e temprature che oscillavano sui 40 gradi..per farla breve voglia di ombra, volglia di doccie, voglia di mare voglia di dormire! Ad ogni sosta era d’obbligo l’acquisto di almeno 3 kg di chiaccio e taniche d’acqua da conservare al fresco..tanta frutta..e schifezze per allietare il più possibile la chimica..tutto andava vissuto a pieno! 

Non è ancora tempo delle presentazioni, solo comunicarvi  che oltre a noi sei c’era anche Magnetic..Pappagallo di Magnetic Island, compagno ‘acquisito’..bello e maestoso  pronto a concedrsi il lusso di arrivare dove nessuno della sua sua specie ha mai osato ambire.. come noi, determinato ad attraversare questa Australia da capo a fondo con poche premesse ma con ancor meno aspettative.. peccato per la sua disposizione nel bagagliaio, diciamo che non viaggiasse proprio in prima classe..

 

Il 16 novembre la Super Susie LEE non chè eterna conduttrice  e la rossa Mr Shine per sue, intrinsiche e non, dotazioni perenne pedinatrice.. hanno lasciato Darwin per quanto possibile organizzate ed equipaggiate per ogni eveninza…si fa per ire ovviamente..come sapete non si è mai navigato nell'oro, anzi costante crisi..il ciò rendeva ogni nostra spesa assai meditata, sempre e cmq si fa un po di lima…ma fa parte anche questo del viaggio!!        IMGP0061        

Ad ogni modo la prima tappa è stata Kakadu National Park...mai visti così tanti cocodrilli!!.  

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Questa specie di coccodrilli si chiama Salt Water Crocodile (saltie in australiano) ed è la più pericolosa per l'uomo. Nonostante preferiscano l'acqua salata, questi lucertoloni si trovano facilmente anche in acqua dolce. In questo fiume, nonostante lo sbarramento, penetra anche acqua salata ed è un luogo ideale per i coccodrilli. Ma non ci sono solo loro: uccelli di ogni tipo (fra cui alcuni della stessa famiglia della cicogna e dei cormorani e stupende aquile di mare) svolazzano sopra di noi da un albero all'altro..loro sono i padroni noi solo seccature che ammiriamo un mondo che non ci appartiene..            IMGP0024

October 25

Vi presento il nostro nuovo compagno di viaggio..MAGNETIC!!

  
                                            
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IL viaggio non potrebbe essere lo stesso senza di lui... per rispetto, ma soprattutto dal tenermi a giuste distanze le igiurie degli animalisti più incalliti, preferisco evitare descrizioni come, la cattura, la sua prima gabbia, il nasconderlo in macchina dalle guardie....so che era libero e felice in un isola molto bella come Magnetic Island.. ma il sottoscritto e i suoi due complici,(Deddy ed Oppy) si impegneranno al massimo al raggiungimento di un ottimale stato psico-fisico del nostro nuovo amico,causa il trauma procurato nel ritrovarsi in una gabbietta in solitaria...l'altra parte della medaglia è che si farà l'Australia on the road, visitando posti da lui immaginabili..e forse anche da me.. senza dimenticare il nostro sentito affetto, la nostra cura e dedizione nel garantirgli una dignitosa salute nonostante le estreme condizioni di viaggio che, noi compresi, dovremo affrontare.. 5 mila km in mezzo al nulla per raggiungere nell'estremo nord DARWIN, temperature che raggiungono 50° al sole ed un umidità del 90% minimo... per dopo partire belli 'rilassati' con altri 6 mila km nell' attraversare tutta l'Australia fino a Mealburne..e in fine Sydney...Alla domanda se sopporterà tali temperature e tale stress..la veterinaria ha risposto..Pensate più a voi stessi!....Passeremo nel cuore dell'Australa..Alice Rocks..(Alice Sprigst), non esistono termini di confronto semplicemente perchè è unico al mondo..il nulla in senso assoluto per centinaia di km..niente cellulare, niente stazioni di servizio, niente case, niente di niente...solo una lingua di cemento(quando va bene) che attraversa l'Australia da NORD A SUD...(''..e la casa sarà con me ovunque vada....'')..il vero e puro cielo come tetto, le nostre macchine come gambe..che faremo senz'altro santificare se ci porteranno a destinazione sani e salvi..affidandoci alle tende quando sarà possibile con tutta l'organizzazione che ne consegue...fornellino..frigor e taniche di benzina..se dovesse capitare qualcosa basterebbe fare l'autostop..peccato che le macchine si alternano a ritmo di ore, sperando sempre che non tirino dritto lasciandoci con tanta polvere in bocca..il sole batterà forte...gli animali seguiranno i loro istinti così come i più temuti aborigeni ubriachi e drogati pronti a derubarti in qualsiasi situazione.e alora forse conosceremo finalmente anche i nostri più profondi istinti...in primis..EL NOSTRO CORàZON... singolare paradosso...ma laggiù, in mezzo al niente, forse avremo tutto da imparare...
 
 
Il Nostro Incontro..
 
 
 
 
 
October 13

Dove la realtà incontra la fantasia..

Non ho parole abbastanza imponenti per descrivere un tale spettacolo...quindi lascio libera descrizione alla nostra Bibbia...

LONELY PLANET:

Whitsunday Island è il cibo per l’anima...

 I tratti di mare navigabili dalle sfumature color verde-blu che circondano queste isole, costituiscono una riserva marina naturale, e fanno parte dell’area protetta della Grande Barriera Corallina dichiarata patrimonio dell’Umanità. E’ responsabilità di tutti mantenere questo meraviglioso ambiente naturale intatto per le generazioni future.Più grande della Grande muraglia Cinese e unico  organismo vivente visibile dallo spazio (dalla Nasa definita una “grande cicatrice bianca sulla faccia dell’Oceano Pacifico”), la Grande Barriera corallina è una dele 7 meraviglie del mondo naturale

Costituite da 5 arcipelaghi a 60 km dalla terra ferma, 90 isole per la maggior parte disabitate di tipo continentale, e sono la sommità di montagne sommerse circondate da variopinti banchi corallini. Sulla costa sud-orientale si trova Whitehaven Beach (il nome è perfetto credetemi!) La spiaggia più lunga e più bella dell’arcipelago, anzi dell’intero Paese e TOP 5 IN THE WORLD.

L’escursione in whitsunday Park è da non perdere, da qui si può ammirare il panorama più famoso della Barriera corallina, sollevando lo sguardo da Hill Inlet su Tongue Point, per poi abbassarlo verso la bellezza e maestosità intatta di Whitehaven Beach.....................

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September 11

Vorrei riuscire a rispondermi più spesso....Why not????

Certe cose non si perdono, anzi non si devono perdere..e così eccomi con la ragione chissà dove e con la voglia di esserci  che non so come ma non riesco a contenere..questo sono io con la mia sana ignoranza.. questi sono i miei 23 anni, ora e lo saranno ancora per quanto possibile..questa è la mia esperienza di puro viaggio, come miscelare euforia di vivere e ricordi lontani..la consapevolezza di crescere e non quella di doverlo fare perchè così vanno le cose..sentir paura e per questo coraggiosi nel nostro, nel mio piccolo...sentire tanta debolezza ma allo stesso tempo vivo...questo sono io, qui come a casa, qui come altrove, così oggi come in qualsiasi domani..     

  IT ’ S  AUSTRALIA!!!!!!                                                             By Denis...

 
           
 
Osservate con quanta provvidenza la natura madre del genere umano ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell' uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri, dissennati, godrebbero felici di un eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della follia. Il cuore ha sempre ragione.
 
 
 
August 01

I shouldn't call it only nostalgy...

volenti o nolenti ci si ritrova a pensare a ciò che di più caro ha elargito la mia vita fino ad ora...ma i film non si fermano e poi ripartono a nostro piacimento..per questo accolgo a braccia aperte i lampi di flashback di cui spesso mi ritrovo in balia..qui, più che mai...  Ecco come a volte, anche se lontani, ci sentiamo incredibilmente vicini..quelle situazioni di distesa solitudine con tutto e tutti..specialmente con me stesso..allora riesco a riaprire gli occhi offuscati..la quiete si impone..mi ritrovo in un attimo talmente prezioso quanto raro..dove il quadro di me stesso risulta finalmente limpido e trasparente.. ogni sfumatura della nostra vita diviene più nitida.. e per di più con sorprendente semplicità..sono sicuro di non essere l’unico ad assimilarsi in queste situazioni.. rari momenti in cui sei solo con te stesso, non importa dove..magari in spiaggia deserta a due metri dall’oceano.. quando per assurdo ti sembra perfino di scorgere il confine reale tra cielo e mare..quasi mi spavento a pensarlo perché l’attimo dopo potresti considerarmi uno stupido..ma ora no, questo non è altro che l’ ultima delle mie preoccupazioni....e sembrerà assurdo ma penso che c’è chi mi stia ascoltando..  Gli ostacoli come paure, solitudine o pessimismo non esistono..annullati dalla voglia di vere sensazioni, da riuscire ad assaporare la pienezza della vita in ogni suo gesto.. dal friggere delle onde, alla forma strana delle nuvole, al vento che mi scompiglia i capelli..posso azzardare nel considerarmi veramente libero..

“Freedom is living each moment spontaneously

Piccoli espedienti di come sopprimere distanze e tempi..persone unite nella vita da una linea ben più forte dal non conoscere ne tempo ne distanze..che siano i miei consanguinei, che siano vere amicizie o che sia amore..anche dalla parte opposta del mondo sembriamo collegati..e....

Nothing Else Matters


So close no matter how far

Couldn’t be much more from the heart

Forever trust in who we are

And nothing else matters..

Never opened myself this way

Life is ours, we live it our way

And nothing else matters

Trust I seek and I find in you

Every day for us something new

Open mind for different view

And nothing else matters………

 

Così vicini non importa quanto lontani

Non poteva essere molto di più dal cuore

Abbiamo per sempre fiducia in chi siamo

 E niente altro importa..

Non mi sono mai aperto così

La vita è nostra, la viviamo a modo nostro

E niente altro importa..

Cerco la fiducia e la trovo in te

Ogni giorno qualcosa di nuovo per noi

Mente aperta per un'opinione diversa

E niente altro importa..

 

 


X le poche persone che saranno sempre con me o per quelle che dovrò ancora conoscere..qui o altrove, oggi come domani..

‘può cambiare il mondo che certi mondi non cambieranno mai..’ 

July 10

Trave is fatal to prejudice, bigotry and narrowmindendedness...

Viaggiare, partire, viaggiare, partire..non fermarsi mai..

Km che sotto il culo passano e allontanano i guai..vedere tutti gli angoli della terra, rincorrere le estati, farsi rincorrere dalla guerra dentro al cuore, correre più veloce del dolore..fare in modo che non ti raggiunga mai..

Viaggiare al volante di una macchina schassata che per ogni km in più è un gloria al padre..mille problemi ogni giorno fanno fare una telefonata a tua madre e dire: “è tutto apposto, ritorno per agosto ad ogni costo..”

Allontanare ancora un po le responsabilità come una crepa in una barca che prima o poi allagherà, allora sarà tardi per partire..

Viaggiare..non dimenticare..fotografare il mondo in movimento, cercare il senso della vita in un momento che si ripeterà chissà dove, chissà quando..

Partire e vivere cercando e ballando su ritmiche diverse e su diversi accenti, ballare sopra i fusorari e sopra i mutamenti di clima, scalare la cima e poi scendere a valle, 1, 10, 100 mille miglia coi piedi per bagaglio e il mondo per famiglia..

Mangiare le cucine dei Paesi più lontani con le forchette, con i bastoncini o con le mani..Paesi più lontani..ma lontani da chè?...lontani da cosa, lontani da dove..?

Viaggiare sentirsi Marco Polo, sentirsi molto solo qualche volta, sopra un treno, un autobus pieno di faccie che non sai..che non saprai..

Confini di solitudine che non cadranno mai, che non rivedrò mai, scambiare 4 chiacchere in lingue che non sai, comunicare con un semplice sorriso, con un gesto solo..e non sentirsi solo tra gli umani..stringere milioni di mani in ogni posto..

viaggiare attraverso il suono, attraverso la musica, attraverso la cultura, la scoperta della natura e di SE…viaggiare sopra un jet, in internet, in bicicletta o a piedi..viaggiare nei perché..modificare i credi..scambiarsi le fedi..

muoversi rimanendo fermi sul posto con le radici nel tuo cuore e i rami altrove, partire con il sole sempre in faccia ad ogni costo..agosto dopo agosto..

Viaggiare..partire..viaggiare…non fermarsi mai..

June 18

AUSTRALIA

Troppo tempo ho trascurato questo blog…forse perché non gli ho mai attribuisco il giusto valore. Ho scelto questo viaggio anche per dare la giusta interpretazione queste piccole cose..per poter  vedere limpidamente le cose per quelle che sono.

Gli affetti non finiscono, evolvono, si mascherano, si sedano o più semplicemente maturano..

Una persona è quello che è, ciò che si è provato, sentito, voluto, realizzato, sperato. Ci sono persone che non usciranno mai dalla propria vita perché non è naturale che escano.

Le decisioni avvengono in maniera naturale, la paura  e/o la sicurezza che qualcosa non ci sia perché non la si vede è un'ipocrisia, scoprire una cosa che non si riesce a vedere ti cresce.

Mi guardo dentro e penso a mille cose...ma arrivo sempre lì!

Per mia natura mi fido e per mia natura mi fido di me e dei miei sentimenti.

Non si vuole bene a una persona perché l'altra vuole bene solo a te; non si ama una persona perché non ha mai amato ma perché ha già amato e ama ancora; non si è amici perché si sa tutto dell'altro ma perché ci si capisce senza dover spiegare. Ci sono tante persone e tutte diverse, chi ha bisogno di chiudere, chi ha bisogno di non chiudere, chi ha bisogno di essere unico perché altrimenti non si sente se stesso, chi si sente se stesso proprio perché non è il solo. A volte si cerca la chiarezza in cose dette, interpretate e rielaborate ma la serenità e la semplicità è solo sincerità con se stessi, quella stessa sincerità che fa sorridere quando spogliata da tutto il marcio e nebuloso che c'è intorno..

Questo blog è solo un modo per mettere nero su bianco le mie emozioni, le cose che mi capiteranno in questo e nei viaggi avvenire.., dove si intravedano le mie gioie come le mie frustrazioni..nel cuore e nella mente...

 Ma soprattutto la felicità di esserci. Di essere presente in corpo e spirito. Di essere presente con gli amici. Di essere presente quando provo a parlare in inglese con sconosciuti. Di essere presente con chi mi stima, mi ammira e a suo modo mi ama. Perché l'importante è essere là dove le cose per te accadono. E poco importa se non sei sotto le luci di scena. Il dietro le quinte, dove ci si fa il mazzo, è il luogo da cui provengo e in cui ritornerò molto presto..

 "A volte dobbiamo fuggire nelle solitudini aperte, nell'assenza di scopi, nella vacanza morale consistente nel correre puri rischi, per affilare la lama della vita, per saggiare le difficoltà ed essere costretti a sforzarsi disperatamente, vada come vada."
(G. Santayana)