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Deddy

Sarete sempre ancora lontani dal conoscermi..

Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto..
June 18

As i'm feeling today..

 

 Extreme Accidents Compilation 2

   
May 20

Ad ali spiegate..

Eravamo ancora in mezzo a quel favoloso nulla, percorrendo quella lingua d’asfalto che paradossalmente sembrava veramente senza fine..

La mattina ci mettemmo in cammino, sempre caldo..sempre strada con quei simpatici autotreni che provavano ogni volta a sminuirci..

 CIMG1909ma la mia macchina e quella del Mr non si facevano certo intimidire facilmente..così, proprio come due inseparabili superavano e volavano verso sud con l’intesa che sempre ci contraddistingueva..

                           IMGP3358

  C’eravamo appena lasciati alle spalle Kings Canyon, Uluru, le Olgas..,il cuore d’Australia per farla breve..sapevamo che ci aspettava il tratto più lungo e più arido..così è stato..ma non sapevamo che potesse ancora regalarci tanto..Arrivammo in giornata a Coober Pedy…

 DSCF1891CIMG9219

Città famosa per le tante miniere di Opali...praticamente un agglomerato di miniere aperte e non, avevano creato un centro di scambio in mezzo al deserto con relativi infiniti negozietti che sbocciavano sulla strada..anche gallerie e barrettini per turisti..ovviamente il business chiama business..la particolarità era però che è l’unica città dove la maggior parte delle persone vive sottoterra..e qui chi si immagina grezze e umide caverne si abglia di brutto..fuori un caldo da inferi, anzi peggio.. sotto perfette strutture adibite coome case o alberghi..o bar..curate e FRESCHE..tanto che subito ne testammo i confort..

                                    CIMG1939

 Ci mettemmo in marcia nel pomeriggio..evitando almeno le ore, non calde ma torride!!..

Ancora susee lee come casa..ancora scenari da perderci..ancora il nostro sound e ancora preziose fragranze inebriavano i nostri spiriti.. insomma ancora noi..

   

 Provati ma carichi d’animo facevamo nostri quelli che erano gli ultimi giorni di deserto..quella volta però quel tramonto ci spogliò di qualsiasi tempistica e razionalità.. accostammo per l’unica volta la macchina per gustarci quel sublime scenario sulle nostre gambe.. ancora il tramonto intensificarsi all’orizzonte, ancora la luna crescere sull’orizzonte opposto..questa volta però eravamo noi e solo noi i protagonisti..

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 la verità è che non c’eravamo mai sentiti così liberi..leggeri da agire secondo improvvisazione, felici sa da riscoprirci ancora bambini che reagiscono spogli di qualsiasi logica e ragione nel godersi al massimo il fugace momento..proprio come se fosse l’ultimo..

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 inutele ricordarvi di quando la fotografia per quanto sia, non doni mai la sua reale impronta..inutile dirvi quanto il video nel contempo, vi farà si partecipi, ma non consci di ciò che ci trasportava..di ciò che attraversava occhio e mente per finire per forza dentro..chiamatelo come volete, ma per me dentro significa esclusivamente mio, il mio mondo dove mettergli i miei tesori man mano raccolti.

 

Così è stato questo viaggio..posso dirvi che il mio raccontare, per quanto semplice, non manca certo di passione.. dona per lo meno quel sapore di pura scoperta e ambiente d’eccezione, di libertà, come è stato per me l’ OUTBACK Australino, narrando e colorando il viaggio con quella sfumatura di irreale nel quale mi rifletto, di come io lo percepivo e assimilavo giorno dopo giorno..

la fiamma delle mie parole è l’emozione di descrivervi il mondo che ho conosciuto e le persone con le quali l’ho condiviso..ho capito finalmente quanto è vero che siano le persone che fanno i viaggi più che il contrario..

 IMGP3418 - Copia

 Questo rimane per me un esperienza di vita, sudata da chi è partito senza aspettative, vissuta come un ragazzo che crede ancora possibile realizzare i propri sogni, conservarla da permettersi inediti punti di vista..da generare nuovi e diversi pensieri, un viaggio che involontariamente influenzerà il mio pensare..le mie scelte.. ..se ripartirò non pretendo che tutti mi capiscano..anzi, non gli è dovuto.

Non tutti sanno volare..

                 IMGP3414

April 01

La mia prima volta..

     

Il giorno seguente era in programma un percorso di 4 ore al Kings Canyon, quella camminata dimostrava di quanto poco bastasse per ritrovare quella rara pace che il deserto elargiva, quel niente per giorni e giorni si dimostrava tutto ciò di cui avevamo davvero bisogno..

è stato quasi come uno scalare all’inizio, ma il resto del precorso si dimostrò decisamente più plasmato.. fate conto di immaginarvi blocchi di roccia primordiale, grezza, color rosso mattone, innalzarsi per più di 400 metri circondato da una distesa infinita..meraviglioso.

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La forma strana di quei blocchi rocciosi era praticamente a U..ovvero ritornavi scendendo al punto di partenza.. ognuno  scandii il proprio ritmo..soste e salite.

A volte sono contento di non averlo mai saputo quali arcani pensieri attraversassero alcuni di loro..

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A metà del tragitto ci ritrovammo nel punto più alto, costeggiando lo strapiombo all’interno..

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Non c’era completamente nessun’altro lassù…

qualcuno sarebbe potuto benissimo cadere o buttarsi giù che non esistevano alcun tipo di protezione o controllo.. aspetto subito preso in considerazione dalla mia intrinseca follia…

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Non chiedetemi che razza di viaggi mi sia fatto in quel momento, erano chiare, distinte le sensazioni che mi percorrevano....

non si trattava di sfida, anzi si tratta di quei limpidi e pacati attimi che ti concedi con te stesso prima di venir distratto dall’esaltato battito del cuore.

Sarà stata quella sensazione di immenso che quel luogo invitava..sarà stato la profondità dello sguardo ovunque attorno a me...sarà stato l’abbandonarsi in quella brezza sapor devoto, ma li, tutte le riflessioni trovarono diluizione..i desideri parvero definiti, tutto sembrò incredibilmente e facilmente combaciare.. pochi attimi interminabili da avvertire l’assoluta concezione di se stessi..

 

Adoro sentirmi il sangue scorrere nelle vene.. (..bizzarro, quando a volte sia proprio la voce della follia richiamarmi in un sereno equilibrio..)

 

Il giorno volava e avremo fatto ben presto ritorno alle nostre tende, con l’ennesima copertina come sfondo..

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Nella foto non si vede bene ma ad una ventina di km si intravede il profilo delle Olgas..un altra camminata tra alture rocciose dove avremo fatto visita il giorno sucessivo..

 

Percorso più lungo e tortuoso ma meno impegnativo..altrettanto misticamente naturale…

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Al termine delle Olgas tornammo alle tende, il tempo di rifocillarci ed organizzarsi che partimmo per il più celebre monolite Australiano..ULURU..non molto distante dal nostro accampamento.

Facemmo anche di quest’ultimo il percorso attorno, ma non fu entusiasmante come i due precedenti, ciò che lo rendeva unico e straordinario era l’effetto della sua roccia baciata dal tramonto..un continuo mutare di colori come assopirsi lentamente, nel salutare il giorno e nell’accogliere la notte.

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Osservammo il tutto distanti qualche km, non si trattava di semplice cambiamento di tonalità…infatti rappresentava solo il protagonista di uno spettacolo a dir poco avvolgente..

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Nel contempo che Ururu si addormentava..da una parte si riusciva a seguire l’innalzarsi del crepuscolo, una fascia color arcobaleno percorreva tutto l’orizzonte.. simultaneamente, nel confine opposto fluiva l’effetto capovolto...colori più vivi del giorno che gradualmente si placavano fino a perdersi dove il nostro occhio non può più raggiungerli..

Tutto era un continuo ed armonioso mutare..perfette e coordinate ‘meccaniche divine’, quasi stessero comunicando.. il re sole che si trascinava il giorno lasciando posto alla sorella luna che alzandosi richiamava la notte..…sublime poesia.

 in mezzo noi…così improvvisamente piccoli..quasi superflui..

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Fenomeno di tutti giorni, ma che per la prima volta contemplavo per la sua effettiva grandezza..

una sensazione umana, di smisurata naturalezza ci poneva totalmente indifesi..spogli, impotenti agli occhi del creato..

 

Parve tutto spaventosamente veloce..il sole che quasi incurante scendeva ancora una volta..ma dai, aspetta cavolo!! Niente da fare..il tempo non aspetta mai, l’unica cosa che puoi fare è impiegarlo al meglio, in fondo, ero li per questo..

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January 28

questa siamo noi..questo il nostro sound..

Susie Lee era diventata la nostra casa..o meglio di chi vi parla, insieme a Riccardo e Valentina.

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Il primo un avvocato di Tiene, proprio  come Oppy, anche se non si erano mai conosciuti prima dell’Australia..strane cose.. Impossibile non riconoscergli evidenti radice siciliane...intendiamoci..sangue caldo, cuore passionale e spirito rivoluzionario…in quanto il più veterano del gruppo con navigate esperienze overseas, funge da metodico organizzatore da darwin fino a sydney.. gli piace isolarsi con le sue cuffie sony dell’85 ma non si fa mai perdere occasione di farsi circondare da amici o occasionali aspettatori (come aborigeni di circostanza) nelle sue ormai celebri esibizioni con chitarra e occhiale scuro, vere e proprie note di vita per noi, e per lui, visto che gli consentono di divinizzare al meglio il suo aspirante maestro: Johnny Cash..

Sconsolatamente rintanata nel bunker del sedile passeggero alloggiava Valentina..carissima ragazza montana della Val di Sole finita chissà come ad attraversare il deserto australiano…si ricordano rari momenti di partecipazione al dialogo con i suoi compagni passeggeri, ancor meno i suoi interessamenti riguardo itinerari, paesaggi ecc.. Episodio rappresentativo: < '‘guarda quelle montagne che spettacolo al tramonto, ma quel canguro quanto era grande?'' Risposta di Valentina: accovacciata tra i cuscini a guardare il soffitto di Susie Lee : ''fagli delle foto che finito i miei biscotti ci guardo.’’ >….. . ovviamente dopo i biscotti toccava alle pesche, banane e poi a mix incredibili tra cialde e creme di cioccolato.. ma gli va anche retribuito il merito di costante rollatrice di sigarette e non, sapete, Riky fuma abbastanza,anzi tanto, e mentre guidava non poteva mica rollarsi le paglie da solo… inoltre Valentina era in perenne ricerca di pace e serenità..ma soprattutto di qualsiasi oggetto che sfuggiva alla sorveglienza di me e riky..considerate 4 cellulari, 2 digitali, 2torce, 2 pacchi di tabacco filtri cartine, ecc ecc..povera..a volte avrei voluto immedesimarmi di come potesse vivere quell’esperienza..ma per noi non c’era dubbio:  1_fortunatissima a viaggiare tutta l’australia a mente libera senza alcuna responsabilità o potere decisionale per qualsiasi scelta ritenuta seria per il viaggio.. 2_ Onorata di alloggiare in una macchina come Susie Lee, 3_ ..e a giudicare da ciò che segue sareste pronti a smentirci??....

 

 ..ancora follate di aria calda che entravano dai finestrini.. ancora Susie Lee indomabile..ancora pezzacci che si alternavano..ancora immancabili trombini..

L’asfalto scivolava e noi lo cavalcavamo..l’afa e il caldo occupavano l’ambiente e noi lo aromatizzavamo..

.. angoscianti pensieri nostrani,consuete e nauseanti ansie personali non avevano accesso in Susie Lee..non ora, non potevano raggiungerci..quella strada era quella che avevamo scelto noi..

più diventava silenzioso il clima all’interno di Mister Shin e più, concedetemi il termine..si ‘infiammava’ il clima all’interno di Susie Lee..

       

Come ultima meta quel giorno era qualcosa di più umano..una roadhouse centenaria, stile casa nella prateria , ci accoglieva al termine di una lunga e provante giornata…classico magnum alle mandorle e ‘un paio’ di birre fresca accompagnavano la rilassata partita a ‘stecche’.. non chè trombino..

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Inutile dirvi che bastava buttare gli occhi fuori e lo scenario di turno era perfetto..

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  Ognuno a cercare i suoi perché..animo sereno.. bicchiere pieno da rinvigorire lo spirito.. sentire la rara compagnia dei tuoi amici con le solite ma sempre indispensabili risate..forse  trovarsi vivi lontani da tutto e tutti portava  inevitabilmente a porsi qualche domanda..

tanto di ciò che sentivamo bisogno prima, forse in quel momento non era poi più così importante..ma è anche vero che tanto di quello che non ne sentivamo il bisogno prima, forse era perché non lo conoscevamo ancora.. chi ti circonda, ciò che ti circonda..se stessi...

 

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January 23

solo dopo 7 giorni di viaggio..

La notte calava anche su questa giornata tanto intensa quanto volata..

Ora bisognava pensare ‘in notturna’..quella cascata, quella nuotata era già un ricordo, ora c’era la strada con i suoi pericoli ma, cosa ancor più importante c’era il ‘discorso campeggiare’..(come direbbe il caro Oppy)..

Non eravamo nuovi a quella situazione, il non conoscere cosa ci aspettava ci portava ad ipotizzare fattibili soste.. un plausibile ‘sicuro’ luogo dove passare la notte..quando ci andava bene in un area di sosta..attrezzata per fuochi e campeggio..ma anche con tavolini e luce per permetterci di cucinarci qualcosa..si mangiava quando si poteva mangiare, non quando avevamo fame..ed era sempre maledettamente tardi.....le aree di servizio non si alternavano ogni 10 km ma ogni 100km…

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..incredibile quanto si siano rivelati fondamentali elementi come tavolini e luce adoperarsi al buio risultava assai complicato considerando il degenero all’interno delle nostre auto..figuriamoci cucinare al buio con le nostre poche e piccole torce non era così simpatico..(soprattutto se distrattamente finivano nelle mani sbagliate…Riky capì troppo tardi di quanto Valentina non avesse un gran feeling con le torce…ben presto ce ne rimasero soltanto due..!) ma ognuno i suoi compiti e il tutto risultava anche simpatico.. … … …

 chi affannava nel cucinare..,(sono persino uscite eccellenti cene.. come sfiziose fetuccine al pesto, più classici spaghetti pomodoro tonno,le ormai celebri penne al pasticcio..per finire ai praticissimi ma sintetici noudle quando era la fame a prevalere sul razionale..)

chi instaurava vere e proprie lotte con le tende..chi creava l’atmosfera con chitarra e fuoco e chi per volere comune è costretto a immobilizzarsi lantano da qualsiasi strumento tecnico o di valore per la poca destrezza di utilizzo ed alto rischio di danneggiamento..(la chiamano anche intrinseca propensione femminile…)..ma lascio a voi immaginare la divisione dei compiti..

 Quando ci andava bene il risveglio era competenza del sole..già poderoso dalle prime ore del mattino..come già svelato le nostre tende non erano così tecniche, per cui alle otto-nove dovevi già uscire per non rischiare di liquefarci insieme.. se per ironia della sorte ci trovavamo all’ombra quindi con ottime potenzialità di perdurare il sonno, ecco che il ‘gallo suonatore’ non perdeva occasione di sostituirsi sveglia con la sua gradevole chitarra.. ma allo stesso tempo astuto nel compensare con un ottimo aroma di caffè di prima mattina..

Ennesimo smontare e caricare..e ancora in carrozza..(quella di Mr Shin ovviamente)

Il Menù del giorno era…West Mac Donnell National Park..non era tanto distante dalla nostra sosta notturna…avremo avuto la giornata piena..e ricominciare la giornata con un'altra nuotata..una altro paesaggio da godersi..un altro perdersi…

Ancora in marcia..ancora quell’arroventato asfalto..ancora un fantastico nulla da percorrere..ubriacati da nuvole capaci di offrire scenari pieni..quasi come se quel cielo sia stato scielto per completare un quadro..

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ma queste opere cominciavano a susseguirsi troppo rapidamente.ognuna delle quali avrei voluto afferrarle,custodirle, fissarle come parete nella mia mente..

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Per arrivare dove….?

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Presente quando gli occhi si spalancano..eletrizzato!

Ammucchiati gli zaini dove capitava..in breve tempo quell’oasi sarebbe stata nostra.. bè io laggiù dietro quelle roccie..dove l’acqua diventa più bassa e si alzano dossi di sabbia come nicchie nelle roccie..trovai un silenzio surreale quanto arrendevole..non ero nuovo a quella senzazione..almeno da quando ero in viaggio...così in quel spiraglio fiabesco mi sono addormentato..

Questa è la nostra entrata…Io e il mister non eravamo  troppo convinti di cosa non ci potesse essere li sotto..

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Mi svegliarono presto..un bel risveglio..anche se per alcuni non troppo presto.. ritornammo alle macchine per ripartire..

L’equipaggio della rossa era capitanata dal Mr Shin appunto, conosciuto anche come Deddy: emiliano, o meglio, medicinese.. impavido e serio stacanovista,  raramente accettava sorrisi o dialoghi affettuosi ma concedeva allo stesso tempo momenti di saggezza e comicità…..Asso nella Manica!!

..al suo fianco un vero Boss, o meglio Ms Augusta per rimarcare il carattere di Mr Schin, lady dal gomito fuori e occhiale scuro alla guida, passo ‘riflessivo’ e sguardo tagliente nelle uscite fuori porta tanto da far invidia al più quieto e rilassato degli Aborigeni steso in un mezzo ad una rotonda a finire una birra trovata nel cestino e sbattersene del mondo.. Ma Augusta era anche colei che curava e sorvegliava la nostra salute alimentare e non..una cara infermiera nel gruppo e nel viaggio da limitare i nostri eccessi e vizi....Premurosa Gangster!!!

Alle loro spalle si distendeva il sereno e pacifico Oppy..tienese dallo spirito montano o meglio, predatore.. che manifestava ogni qual volta che trascurava il suo passatempo preferito.. aveva tanto spazio e ancora più tempo per concedersi al suo ‘discorso’ prediletto..Dormire..dormire..ma dov’è Oppy?..bo..peccato che il suo spasso era odiosamente e costantemente disturbato dal grattarsi..quella mango raschia presa nei mango di Darwin metteva a dura prova il nostro sistema nervoso..ma Oppy era grande nel scordarsene..indovinate come?.. scherzo..con quel caldo in quelle condizioni è stato titanico…subsonica come battito e Oppy spacca!!

Potete immaginarmi il clima di assoluto, e riflessivo silenzio che riempivano quei km di viaggio..

Noi, avevamo l’onore di coglierli nei rari momenti di soste di servizio (o altro come casuali esplosioni di gomme..) un espressivo momento dei cari compagni..

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January 03

I giorni passavano..

 

Onestamente non abbiamo speso tempo a sufficienza per conoscere a pieno Kakadu National Park, perché ci sarebbero voluti 4 giorni con jeep super attrezzate..ma avevamo fatto il nostro.. questa era la politica comune..unica prerogativa di fondo: seguire un itinerario pressappoco prestabilito, impensabile da definire, se non giorno per giorno..bellissimo ma non facile!

La prima giornata era oramai trascorsa,ancora troppo presto per chiamarlo distacco, ma un ottimo inizio per allontanarsi da ciò che sinceramente mi ha nauseato..non so se si chiami progresso od evoluzione..so che la mia ricerca ha obiettivi assai distanti dagli ideali che ormai queste due parole simboleggiano nell’ordinario comune..e la mia strada mi piaceva sempre di più!!…

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se non altro- provare il gusto di porsi esploratori di una realtà tanto diversa dalla quotidianità…così..

Come chiunque viaggiatore che si rispetti....

ore di asfalto con stradario perennemente alla mano, continue riflessioni su  soste e  destinazioni scandite da:

1_Stradario:  3 divese cartine, o cmq stradari con 3 diverse scale e proiezioni perennemente consultatate nel sedile del copilota riguardante susie Lee.. 1 cartina rigurdanti un altro stato per quanto riguarda Mr Shin)

2_sua eccellenza Lonely Planet: perfetta saccente di qualsiasi meta ma anche saggia suggeritrice di logistica e istruzione. (Pagine quasi usurate in quella di Susie Lee, si ipotizzano invece ben 4o 5 letture in quella del Mr Shin e si narra anche addirittura di una seconda conservata dal passeggero dietro come cuscino..)

 3_ dalle nostre esigenze come umani: normali come esigenze di cibo, ghiaccio e bisogni; un po meno come ancora bisogni o ancora schifezze per distrarre la mente dalla noia..(dopo tutto rimangono carissime ragazze..)  e  delle nostre auto,tipiche come rifornimenti, atipiche come gomme bucate o temperature a livelli max ..(inutile dirvi che riguardavano esclusivamente Mr Shin, per noi..Il Carrozzone)

Ma non è ancora tempo per svelare i personaggi.. ma ancora quello di guardarsi  attorno..
IMGP2750
 
Andatura costante quasi ad intendere che non era più il momento di fermarsi..

in marcia  verso il sud, ‘thunder track’ a busso e accompagnati da un tramonto cartolina che non smetterà mai di richiamarmi occhio e mente a personali pensieri..li, incominciavo a guardarmi dentro..avevamo di fronte gli stessi colori e forse percezioni, insieme il medesimo giorno alle spalle dei miei compagni , ma involontario e dolce era l’isolarsi dentro..

 IMGP2736

                                

---tengo a rimarcare quanto Susie Lee è stata a dir poco strepitosa per tutto il viaggio.. macinando ore (ma tante!) e km (ancora di più!) a fronte sia di temperature infernali sia di spaventose tempeste tropicali,

come ci capitò proprio quella notte..ciò che ci preoccupava non era tanto la tenuta delle nostre tende..(per quello bastava un idrante da giardinetto per poco più di qualche minuto)..ma tutto cio che si scatenava al di fuori delle nostre auto..foglie, rami, strade non strade, livelli d’acqua che si alzavano..quindi serpenti..e mi fermo qui...                                
                                   CIMG1518

ma un'altra caratteristica di queste tempeste tropicali oltre alla loro forza e densità era anche  la loro durata..quella e unica volta ce la cavammo con una sosta d’emergenza di un oretta circa…

 

La notte passava e il giorno seguiva.. Questa era una vera Alba..IMGP2776.

mi avevano mai dato un buongiorno così?

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 e il mio letto era, insieme a quello di Riky in prima fila..a lui il tavolo a me la panchina..

IMGP2785

 

                         

Allora pronti per altri posti da visitare, da gustare..

..che fosserò città…

…vedere tutti quegli aborigini sciupati nei marciapiedi di quelle antiche e strane città del Nord Territory…rovinati dall’alcolismo..unico loro passatempo, la loro vita passata con quel caldo allucinante a spendere i soldi del governo in alcol per dormire dove gli porta la sbornia.. e gli australiani che quasi preoccupati azzardano a contestare la politica nazionale ma godono dei loro spropositati stipendi e per chiedersi subito dopo  perché sprecare altro tempo quando ci sono  birre fresche  e il barbecue che sta aspettando...è l’Australia…lo è il mondo..

 

..approdammo presto… Le ‘Edith Falls’..

                                       IMGP0109

 

una sana nuotata senza chiederti che pesci strani ci possano essere in australia..se siano solo pesci…

Ad ogni modo dicevo, chi mai resiste ad una sana nuotata quando ci sono 40 gradi e non si respira.?.ma soprattutto, quando mai mi ritroverò a  nuotare così lontano dal mare, specialmente per raggiungere una cascata naturale...??

e quindi più che a dar coro a quei prudenti richiami, urlavo dalla voglia di gettarmi ancora una volta, in ciò di cui porterò via con me di questa Australia..

un esperienza che non avrei mai iniziato se non mi fossi gettato..

 

 

 

December 28

Così mi sono perso..

       

..eccomi qui.. il viaggio si è concluso da poche settimane nella fatidica e tanto bramata Sydney..

 una volta lasciata Darwin, il 15 di novembre il tempo a disposizione non era è poi così generoso, con o senza imprevisti il termine ultimo era l’immutabile  4 di dicembre a Sydney… in 20 giorni dovevamo dilazionare interminabili 7000 km con ciò che era fondamentale vedere..  Kakadu National Park, Alice Springs, Ayers Rocks,i Monti Olgas , Adelaide  e le sue vinerie.. Great Ocean Road..12 Apostoli....una breve ma intensa permanenza nella meravigliosa Melbourne, passaggio per Camberra ed infine qui..

 ma facciamo un passo per volta…a mente fredda ma a cuore ancora provato mi concedo un flashback che provi per quanto sia possibile, e per quanto mi è possibile, di elargirgli una reale  accezione..una possibile narrazione..