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Deddy

Sarete sempre ancora lontani dal conoscermi..

Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto..
August 09

Ogni giorno si nasce..

non so se ci si può sentire ancora così.

Eravamo sulle nostre macchine a correre contro il vento, Susy Lee e Mr Schin ricordo i loro nomi, di chi eroicamente aveva ancora voce nello stereo a divulgare “Ride on the Storm” e abbastanza fiato nel motore per costeggiare una costa da cartolina ornata da dolci tornanti lunghi 1000 km fino a Melbourne, l’affascinante e misteriosa signora in blu..

Ma prima di arrivarci però,facemmo sosta in più punti, tappa dopo tappa componemmo un film avventuroso quasi fantascienza della nostra vita, un icona, destinata a scalfire come il primo amore o il primo libro, matrici portanti del nostro futuro..

                                CIMG2127

E’ bastato guardarsi attorno per accorgersi che non c’eravamo sbagliati..

                  IMGP0279

Dopo il primo attracco, camminammo lungo i sentieri di quella costa immedesimandoci primi esploratori..solo pochi minuti per raggiungere il secondo View Point:

                        IMGP0219

Quella notte sostammo nelle nostre macchine proprio in uno dei parcheggi accanto alla strada..per essere svegliati malamente dalla sicurity di zona, ma subito dopo accolti meravigliosamente dall’alba di turno..

                        IMGP0121

Il giorno ci sorrideva, e tappa dopo tappa, guardavamo al futuro con impaziente allegria..

senza mai dubitarne, conoscemmo presto il perché..

                    IMGP3559

Scendemmo leggeri in quella spiaggia, fu come entrare in una stanza segreta ove custodiamo fin da piccoli un vecchio sogno.                                   

                        CIMG9342

avvertimmo nel petto il palpito della natura. Con le nostre macchine a riposare, comminavamo lentamente, timorosi di incrinare la pace di quel santuario millenario in cui eravamo completamente immersi.

Altre volte avevamo sentito il desiderio di fermarci in luoghi stupendi, ma solo quella spiaggia eterna era riuscita a bussare tanto e così forte alle porte del nostro IO sedentario.. e come è consono in queste occasioni..ognuno si lasciò trapassare da pensieri assopiti, ma in quel luogo permessi.

               IMGP3533 (2)

 

I ricordi al vento, noi alle macchine per l’ultima tappa..

Scendemmo in un'altra spiaggia a pochi km di distanza, una scala scalfita nella parete del 'crostone' che ci portava alla spiaggia..un altro mondo, un'altra delle nostre vecchie stanze..

                               CIMG9421

questo era dove eravamo teletrasportati, da una parte, e dall'altra..

                               CIMG9418

altre leggi governavano laggiù, il tempo scandito dalle onde illudeva un paradiso terreno ancora possibile..

 

“Sembravamo respirare più un aria leggera che veniva da li, dall’avventura. Paesi remoti, gesta eroiche, belle donne scorrevano nei fiumi della nostra immaginazione turbolenta; e negli occhi stanchi che, nonostante tutto, rifiutavano il sonno, un paio di puntini verdi  che rappresentavano un mondo ormai morto se la ridevano della mia pretesa liberazione, unendo l’immagine cui appartenevano a quel mio volo fantasioso per i mari e le terre di questo mondo… " (Chè)

 

Pagina dopo pagina, ti lasci trasportare da un turbine di emozioni sconosciute, in un mondo misterioso e affascinante popolato da personaggi non meno reali dell’aria che respiravo..

CIMG2177 CIMG9427IMGP0303

Balenò in mente il pensiero di come viaggiare assomigli a leggere un vero libro.. “e che dietro ogni libro si celasse un universo infinito da esplorare, e che, fuori da li, la gente sprecasse tempo ascoltando partite di calcio e sceneggiate alla tv, paga della sua mediocrità.

Ebbi la sensazione di essere circondato da milioni di pagine abbandonate, da anime e mondi senza padrone che si inabissavano in un oceano mentre fuori di lì, il genere umano, tanto più smemorato quanto convinto di essere saggio, scivolava verso un inconsapevole oblio.”

                   IMGP0296

 

 

July 27

ritorno alla civiltà..ma per fortuna in viaggio!!

Quasi come un treno in corsa ardeva il pensiero di riabbracciare ancora una volta l’oceano,

forse perché dopo un mese di deserto inconsciamente volevamo permetterci il lusso di assaggiare il divino fragore delle due opposte icone terrene per antonomasi,

o forse, perché  esprimeva in silenzio una prova tangibile di quanto grande, profondo rappresentasse il  viaggio fin ora compiuto..  

 la fine di una attraversata di 4mila km da nord a sud Australia..iniziammo quasi come sfida , con presupposti economici precari ma sufficienti, -sudati  nei campi di farm oramai lontanissime..-, con la nostra umile organizzazione e cuore,tanto cuore da seppellire la durezza di giorni e giorni di campeggio con meno che modeste tende, viveri e preziose macchine da accudire…-così, proprio come lo volevo: “la specialità di un viaggio scomodo”-,

Febbricitanti, ci ritrovammo così dinnanzi alle infinità e all’eterno riposo, questa volta, del mare..        

    IMGP0028

Più emozionante fu  accorgersi che, con la stessa naturalezza,  respiravamo la stessa libertà  di quei giorni,senza mai perdere lo spirito di chi corre per non arrivare..

               IMGP3459(Riky, Oppy, Me and Deddy)

Quei 3 giorni passati ad Adelaide fummo ospitati affettuosamente nall’appartamento della nostra amica Valeria, cordialmente dai suoi coinquilini, non proprio garbatamente dal proprietario(classico fighetto modenese capo du mundi)che ci porse l’ultimatum quando imparò che per una notte rinunciammo alle soavi comodità della tenda accampata nel giardinetto dietro casa,per dormire in 9 con materassini nella stanza di Valeria..

Ma il vero trauma per me, non fu la pochezza di compatire “chi si sente rubare le noccioline che distrattamente  gli cadono”, ma assistere inerme alla fuga del mio inseparabile Magnetic!!

Ebbene si, dopo tanti km fianco a fianco, dopo due mesi di sofferenze e destinazioni condivisi, il mio pappagallo è riuscito a liberarsi dalla sua gabbietta reale..

voci maligne sostengono sia stato aiutato da lacrimevoli rappresentanti animalistici, altre voci, più vili, sostengono che la fuga sia stata scaturita dall’effetto generato dai dialoghi in viaggio con Valentina, suscitando nel Parrot desiderio sfrenato di riabbracciare appena potuto i suoi simili.. ma voglio pensare che siano entrambe malevoli teorie infondate.

Così da credere invece, nella caparbietà e astuzia da parte di uno speciale PARROT di un isola remorta (Magnetic Island),che abbia conquistato la libertà proprio alla fine di quella porzione di viaggio, coincisa guarda caso, con la ricomparsa di un abitat a lui congeniale ma soprattutto popolto da suoi simili..i quali, lasciatemelo dire,( per merito mio) molto più poveri di vissuto..

                                                 CIMG0897

Forza Magnetic, sono sicuro che farai tesoro delle esperienze vissute e diventerai presto Parrot supremo di Adelaide..!!

ADELAIDE  appunto.. mite e graziosa città di mare.. investimmo i primi due giorni nel conoscere le attrattive turistiche e non solo di quella pacifica località balneare, GLENELG.. la seduzione dei suoi tramonti..

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e il disvagare in spiaggia..chi beach, chi chitarra.., nonché dalle lusinghe di Mitici Personaggi divulgatori di, garantisco OTTIME, fragranze autoctone..

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Prima di divenir preda di ozio da bagnasciuga, intuimmo che fosse più saggio spendere l’ultimo giorno di South Australia in un istruttivo tour tra le appetibili vinerie della famosa Barrossa Valley a pochi km fuori Adelaide.

 Le nostre sagge intenzioni furono da subito chiare..

                                 CIMG1984

Eccoci nelle vesti di esperiti enologici a testare e disquisire le diverse peculiarità del Merlòt o del Cabernet Sauvignon di turno..

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Il prevedibile susseguo ebbe presto i dovuti risvolti.. tolta la maschera dei sani propositi enologici seguì l’inebriarsi dei nostri atteggiamenti..

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Grazie al cielo Mr Deddy non è preda di questo divino e umano tracannare le delizie del buon vino, a lui il valoroso compito di portare a casa le fanciulle..

Noi invece,rimanemmo assopiti in quella valle dove ottime vinerie presidiavano un ambiente paesaggistico stupendo, quasi come ricordare quanto sia umano e prezioso coltivare tradizioni antiche, per la gioia e per il gusto, di mescolare con il giusto spirito, un bicchiere in più di buon vino con il sincero e vero sorriso di un amico..

non spaventatevi se avete voglia di vivere fino in fondo...

            

June 18

As i'm feeling today..

 

 Extreme Accidents Compilation 2

   
May 20

Ad ali spiegate..

Eravamo ancora in mezzo a quel favoloso nulla, percorrendo quella lingua d’asfalto che paradossalmente sembrava veramente senza fine..

La mattina ci mettemmo in cammino, sempre caldo..sempre strada con quei simpatici autotreni che provavano ogni volta a sminuirci..

 CIMG1909ma la mia macchina e quella del Mr non si facevano certo intimidire facilmente..così, proprio come due inseparabili superavano e volavano verso sud con l’intesa che sempre ci contraddistingueva..

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  C’eravamo appena lasciati alle spalle Kings Canyon, Uluru, le Olgas..,il cuore d’Australia per farla breve..sapevamo che ci aspettava il tratto più lungo e più arido..così è stato..ma non sapevamo che potesse ancora regalarci tanto..Arrivammo in giornata a Coober Pedy…

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Città famosa per le tante miniere di Opali...praticamente un agglomerato di miniere aperte e non, avevano creato un centro di scambio in mezzo al deserto con relativi infiniti negozietti che sbocciavano sulla strada..anche gallerie e barrettini per turisti..ovviamente il business chiama business..la particolarità era però che è l’unica città dove la maggior parte delle persone vive sottoterra..e qui chi si immagina grezze e umide caverne si abglia di brutto..fuori un caldo da inferi, anzi peggio.. sotto perfette strutture adibite coome case o alberghi..o bar..curate e FRESCHE..tanto che subito ne testammo i confort..

                                    CIMG1939

 Ci mettemmo in marcia nel pomeriggio..evitando almeno le ore, non calde ma torride!!..

Ancora susee lee come casa..ancora scenari da perderci..ancora il nostro sound e ancora preziose fragranze inebriavano i nostri spiriti.. insomma ancora noi..

   

 Provati ma carichi d’animo facevamo nostri quelli che erano gli ultimi giorni di deserto..quella volta però quel tramonto ci spogliò di qualsiasi tempistica e razionalità.. accostammo per l’unica volta la macchina per gustarci quel sublime scenario sulle nostre gambe.. ancora il tramonto intensificarsi all’orizzonte, ancora la luna crescere sull’orizzonte opposto..questa volta però eravamo noi e solo noi i protagonisti..

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 la verità è che non c’eravamo mai sentiti così liberi..leggeri da agire secondo improvvisazione, felici sa da riscoprirci ancora bambini che reagiscono spogli di qualsiasi logica e ragione nel godersi al massimo il fugace momento..proprio come se fosse l’ultimo..

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 inutele ricordarvi di quando la fotografia per quanto sia, non doni mai la sua reale impronta..inutile dirvi quanto il video nel contempo, vi farà si partecipi, ma non consci di ciò che ci trasportava..di ciò che attraversava occhio e mente per finire per forza dentro..chiamatelo come volete, ma per me dentro significa esclusivamente mio, il mio mondo dove mettergli i miei tesori man mano raccolti.

 

Così è stato questo viaggio..posso dirvi che il mio raccontare, per quanto semplice, non manca certo di passione.. dona per lo meno quel sapore di pura scoperta e ambiente d’eccezione, di libertà, come è stato per me l’ OUTBACK Australino, narrando e colorando il viaggio con quella sfumatura di irreale nel quale mi rifletto, di come io lo percepivo e assimilavo giorno dopo giorno..

la fiamma delle mie parole è l’emozione di descrivervi il mondo che ho conosciuto e le persone con le quali l’ho condiviso..ho capito finalmente quanto è vero che siano le persone che fanno i viaggi più che il contrario..

 IMGP3418 - Copia

 Questo rimane per me un esperienza di vita, sudata da chi è partito senza aspettative, vissuta come un ragazzo che crede ancora possibile realizzare i propri sogni, conservarla da permettersi inediti punti di vista..da generare nuovi e diversi pensieri, un viaggio che involontariamente influenzerà il mio pensare..le mie scelte.. ..se ripartirò non pretendo che tutti mi capiscano..anzi, non gli è dovuto.

Non tutti sanno volare..

                 IMGP3414

April 01

La mia prima volta..

     

Il giorno seguente era in programma un percorso di 4 ore al Kings Canyon, quella camminata dimostrava di quanto poco bastasse per ritrovare quella rara pace che il deserto elargiva, quel niente per giorni e giorni si dimostrava tutto ciò di cui avevamo davvero bisogno..

è stato quasi come uno scalare all’inizio, ma il resto del precorso si dimostrò decisamente più plasmato.. fate conto di immaginarvi blocchi di roccia primordiale, grezza, color rosso mattone, innalzarsi per più di 400 metri circondato da una distesa infinita..meraviglioso.

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La forma strana di quei blocchi rocciosi era praticamente a U..ovvero ritornavi scendendo al punto di partenza.. ognuno  scandii il proprio ritmo..soste e salite.

A volte sono contento di non averlo mai saputo quali arcani pensieri attraversassero alcuni di loro..

                                        IMGP0102a

A metà del tragitto ci ritrovammo nel punto più alto, costeggiando lo strapiombo all’interno..

                                       IMGP0114

Non c’era completamente nessun’altro lassù…

qualcuno sarebbe potuto benissimo cadere o buttarsi giù che non esistevano alcun tipo di protezione o controllo.. aspetto subito preso in considerazione dalla mia intrinseca follia…

                                     IMGP2964a

Non chiedetemi che razza di viaggi mi sia fatto in quel momento, erano chiare, distinte le sensazioni che mi percorrevano....

non si trattava di sfida, anzi si tratta di quei limpidi e pacati attimi che ti concedi con te stesso prima di venir distratto dall’esaltato battito del cuore.

Sarà stata quella sensazione di immenso che quel luogo invitava..sarà stato la profondità dello sguardo ovunque attorno a me...sarà stato l’abbandonarsi in quella brezza sapor devoto, ma li, tutte le riflessioni trovarono diluizione..i desideri parvero definiti, tutto sembrò incredibilmente e facilmente combaciare.. pochi attimi interminabili da avvertire l’assoluta concezione di se stessi..

 

Adoro sentirmi il sangue scorrere nelle vene.. (..bizzarro, quando a volte sia proprio la voce della follia richiamarmi in un sereno equilibrio..)

 

Il giorno volava e avremo fatto ben presto ritorno alle nostre tende, con l’ennesima copertina come sfondo..

                                      CIMG9163 - Copia

Nella foto non si vede bene ma ad una ventina di km si intravede il profilo delle Olgas..un altra camminata tra alture rocciose dove avremo fatto visita il giorno sucessivo..

 

Percorso più lungo e tortuoso ma meno impegnativo..altrettanto misticamente naturale…

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Al termine delle Olgas tornammo alle tende, il tempo di rifocillarci ed organizzarsi che partimmo per il più celebre monolite Australiano..ULURU..non molto distante dal nostro accampamento.

Facemmo anche di quest’ultimo il percorso attorno, ma non fu entusiasmante come i due precedenti, ciò che lo rendeva unico e straordinario era l’effetto della sua roccia baciata dal tramonto..un continuo mutare di colori come assopirsi lentamente, nel salutare il giorno e nell’accogliere la notte.

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Osservammo il tutto distanti qualche km, non si trattava di semplice cambiamento di tonalità…infatti rappresentava solo il protagonista di uno spettacolo a dir poco avvolgente..

                            CIMG1820

Nel contempo che Ururu si addormentava..da una parte si riusciva a seguire l’innalzarsi del crepuscolo, una fascia color arcobaleno percorreva tutto l’orizzonte.. simultaneamente, nel confine opposto fluiva l’effetto capovolto...colori più vivi del giorno che gradualmente si placavano fino a perdersi dove il nostro occhio non può più raggiungerli..

Tutto era un continuo ed armonioso mutare..perfette e coordinate ‘meccaniche divine’, quasi stessero comunicando.. il re sole che si trascinava il giorno lasciando posto alla sorella luna che alzandosi richiamava la notte..…sublime poesia.

 in mezzo noi…così improvvisamente piccoli..quasi superflui..

                              CIMG1827

Fenomeno di tutti giorni, ma che per la prima volta contemplavo per la sua effettiva grandezza..

una sensazione umana, di smisurata naturalezza ci poneva totalmente indifesi..spogli, impotenti agli occhi del creato..

 

Parve tutto spaventosamente veloce..il sole che quasi incurante scendeva ancora una volta..ma dai, aspetta cavolo!! Niente da fare..il tempo non aspetta mai, l’unica cosa che puoi fare è impiegarlo al meglio, in fondo, ero li per questo..

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January 28

questa siamo noi..questo il nostro sound..

Susie Lee era diventata la nostra casa..o meglio di chi vi parla, insieme a Riccardo e Valentina.

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Il primo un avvocato di Tiene, proprio  come Oppy, anche se non si erano mai conosciuti prima dell’Australia..strane cose.. Impossibile non riconoscergli evidenti radice siciliane...intendiamoci..sangue caldo, cuore passionale e spirito rivoluzionario…in quanto il più veterano del gruppo con navigate esperienze overseas, funge da metodico organizzatore da darwin fino a sydney.. gli piace isolarsi con le sue cuffie sony dell’85 ma non si fa mai perdere occasione di farsi circondare da amici o occasionali aspettatori (come aborigeni di circostanza) nelle sue ormai celebri esibizioni con chitarra e occhiale scuro, vere e proprie note di vita per noi, e per lui, visto che gli consentono di divinizzare al meglio il suo aspirante maestro: Johnny Cash..

Sconsolatamente rintanata nel bunker del sedile passeggero alloggiava Valentina..carissima ragazza montana della Val di Sole finita chissà come ad attraversare il deserto australiano…si ricordano rari momenti di partecipazione al dialogo con i suoi compagni passeggeri, ancor meno i suoi interessamenti riguardo itinerari, paesaggi ecc.. Episodio rappresentativo: < '‘guarda quelle montagne che spettacolo al tramonto, ma quel canguro quanto era grande?'' Risposta di Valentina: accovacciata tra i cuscini a guardare il soffitto di Susie Lee : ''fagli delle foto che finito i miei biscotti ci guardo.’’ >….. . ovviamente dopo i biscotti toccava alle pesche, banane e poi a mix incredibili tra cialde e creme di cioccolato.. ma gli va anche retribuito il merito di costante rollatrice di sigarette e non, sapete, Riky fuma abbastanza,anzi tanto, e mentre guidava non poteva mica rollarsi le paglie da solo… inoltre Valentina era in perenne ricerca di pace e serenità..ma soprattutto di qualsiasi oggetto che sfuggiva alla sorveglienza di me e riky..considerate 4 cellulari, 2 digitali, 2torce, 2 pacchi di tabacco filtri cartine, ecc ecc..povera..a volte avrei voluto immedesimarmi di come potesse vivere quell’esperienza..ma per noi non c’era dubbio:  1_fortunatissima a viaggiare tutta l’australia a mente libera senza alcuna responsabilità o potere decisionale per qualsiasi scelta ritenuta seria per il viaggio.. 2_ Onorata di alloggiare in una macchina come Susie Lee, 3_ ..e a giudicare da ciò che segue sareste pronti a smentirci??....

 

 ..ancora follate di aria calda che entravano dai finestrini.. ancora Susie Lee indomabile..ancora pezzacci che si alternavano..ancora immancabili trombini..

L’asfalto scivolava e noi lo cavalcavamo..l’afa e il caldo occupavano l’ambiente e noi lo aromatizzavamo..

.. angoscianti pensieri nostrani,consuete e nauseanti ansie personali non avevano accesso in Susie Lee..non ora, non potevano raggiungerci..quella strada era quella che avevamo scelto noi..

più diventava silenzioso il clima all’interno di Mister Shin e più, concedetemi il termine..si ‘infiammava’ il clima all’interno di Susie Lee..

       

Come ultima meta quel giorno era qualcosa di più umano..una roadhouse centenaria, stile casa nella prateria , ci accoglieva al termine di una lunga e provante giornata…classico magnum alle mandorle e ‘un paio’ di birre fresca accompagnavano la rilassata partita a ‘stecche’.. non chè trombino..

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Inutile dirvi che bastava buttare gli occhi fuori e lo scenario di turno era perfetto..

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  Ognuno a cercare i suoi perché..animo sereno.. bicchiere pieno da rinvigorire lo spirito.. sentire la rara compagnia dei tuoi amici con le solite ma sempre indispensabili risate..forse  trovarsi vivi lontani da tutto e tutti portava  inevitabilmente a porsi qualche domanda..

tanto di ciò che sentivamo bisogno prima, forse in quel momento non era poi più così importante..ma è anche vero che tanto di quello che non ne sentivamo il bisogno prima, forse era perché non lo conoscevamo ancora.. chi ti circonda, ciò che ti circonda..se stessi...

 

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January 23

solo dopo 7 giorni di viaggio..

La notte calava anche su questa giornata tanto intensa quanto volata..

Ora bisognava pensare ‘in notturna’..quella cascata, quella nuotata era già un ricordo, ora c’era la strada con i suoi pericoli ma, cosa ancor più importante c’era il ‘discorso campeggiare’..(come direbbe il caro Oppy)..

Non eravamo nuovi a quella situazione, il non conoscere cosa ci aspettava ci portava ad ipotizzare fattibili soste.. un plausibile ‘sicuro’ luogo dove passare la notte..quando ci andava bene in un area di sosta..attrezzata per fuochi e campeggio..ma anche con tavolini e luce per permetterci di cucinarci qualcosa..si mangiava quando si poteva mangiare, non quando avevamo fame..ed era sempre maledettamente tardi.....le aree di servizio non si alternavano ogni 10 km ma ogni 100km…

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..incredibile quanto si siano rivelati fondamentali elementi come tavolini e luce adoperarsi al buio risultava assai complicato considerando il degenero all’interno delle nostre auto..figuriamoci cucinare al buio con le nostre poche e piccole torce non era così simpatico..(soprattutto se distrattamente finivano nelle mani sbagliate…Riky capì troppo tardi di quanto Valentina non avesse un gran feeling con le torce…ben presto ce ne rimasero soltanto due..!) ma ognuno i suoi compiti e il tutto risultava anche simpatico.. … … …

 chi affannava nel cucinare..,(sono persino uscite eccellenti cene.. come sfiziose fetuccine al pesto, più classici spaghetti pomodoro tonno,le ormai celebri penne al pasticcio..per finire ai praticissimi ma sintetici noudle quando era la fame a prevalere sul razionale..)

chi instaurava vere e proprie lotte con le tende..chi creava l’atmosfera con chitarra e fuoco e chi per volere comune è costretto a immobilizzarsi lantano da qualsiasi strumento tecnico o di valore per la poca destrezza di utilizzo ed alto rischio di danneggiamento..(la chiamano anche intrinseca propensione femminile…)..ma lascio a voi immaginare la divisione dei compiti..

 Quando ci andava bene il risveglio era competenza del sole..già poderoso dalle prime ore del mattino..come già svelato le nostre tende non erano così tecniche, per cui alle otto-nove dovevi già uscire per non rischiare di liquefarci insieme.. se per ironia della sorte ci trovavamo all’ombra quindi con ottime potenzialità di perdurare il sonno, ecco che il ‘gallo suonatore’ non perdeva occasione di sostituirsi sveglia con la sua gradevole chitarra.. ma allo stesso tempo astuto nel compensare con un ottimo aroma di caffè di prima mattina..

Ennesimo smontare e caricare..e ancora in carr